Ritratto di Bianca Sforza: la Bella Principessa torna in Italia, Il ritratto attribuito a Leonardo Da Vinci esposto per la prima volta al palazzo ducale di Urbino

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view post Posted on 1/12/2014, 18:23     +3   +1   -1
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Sono così tanti a zoppicare che chi cammina dritto, pare in difetto!

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Ritratto di Bianca Sforza:
la Bella Principessa torna in Italia


Il ritratto attribuito a Leonardo Da Vinci esposto per la prima
volta al pubblico da dicembre al palazzo ducale di Urbino




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Il ritratto di Bianca Sforza, fronte/retro. L’opera è stata eseguita con pastelli colorati e inchiostro su un foglio di pergamena facente parte del codice Commentarii rerum gestarum Francisci Sfortiae, conosciuto anche come Sforziade. La pergamena, dopo essere stata rimossa dal manoscritto, fu collocata per mezzo di un adesivo sul supporto in legno di quercia qui riprodotto. Fotografia per gentile concessione Scripta Manent



Il ritratto su pergamena di Bianca Sforza, l'ultima opera concordemente attribuita a Leonardo da Vinci, torna per la prima volta in Italia dopo 500 anni, esposto nella sala del trono del Palazzo ducale di Urbino, dal 6 dicembre al 18 gennaio 2015. E' la prima tappa di un viaggio in che riporterà "La bella principessa" a Milano, lì da dove era partita, a Palazzo Bagatti Valsecchi, nei giorni dell'Esposizione universale.

L'attribuzione del dipinto al genio di Vinci, la cui storia è raccontata nel dettaglio in un servizio di National Geographic del 2012 , è da tempo riconosciuta da storici dell'arte e specialisti quali Mina Gregori, Nicholas Turner, Claudio Strinati, Alessandro Vezzosi, che hanno sposato la tesi di Martin Kemp dell'Università di Oxford, tra i massimi esperti leonardeschi. Si deve invece a Vittorio Sgarbi, assessore alla cultura del comune di Urbino e buon amico di Peter Silverman (il collezionista privato proprietario dell'opera), lo "sbarco" del dipinto in Italia per la sua prima apparizione pubblica, nella sala del trono della città marchigiana.

"Schiettamente leonardesca, profondamente autentica". Così Sgarbi definisce l'opera, realizzata tra il 1455 e il 1499 per la Sforziade, codice celebrativo in pergamena della nobile famiglia milanese, conservato nella Biblioteca Nazionale di Varsavia per complesse vicende ereditarie.

"Tutti si chiedono se dietro la Bella Principessa c'è la mano di Leonardo. Per me la domanda è: è autentica o è un falso?" - prosegue. "E' l'unica opera vera emersa negli ultimi dieci anni, anni in cui abbiamo vissuto ogni tipo di cospirazione leonardesca, la spasmodica ricerca dell'attribuzione a fini speculativi e/o di scoop mediatici. Non ci sono documenti che comprovano la paternità anagrafica e artistica, ma la pertinenza è indubitabile, come la qualità dell'opera". Un segnale in questa direzione è dato dalla stima economica della Bella Principessa, che sul mercato antiquario avrebbe raggiunto la quotazione stratosferica di 130 milioni di sterline. In occasione della mostra urbinate, grazie ad un accordo col proprietario, è stata assicurata per 110 milioni di euro.



"Stilisticamente ha corrispondenze formali con opere coeve come i ritratti di Isabella d'Este e della Belle ferronière del Louvre - aggiunge Sgarbi - ma quand'anche fossimo davanti alla mano di Ambrogio de Predis, il primo tra i seguaci di Leonardo (autore di un raffinato ritratto di dama un tempo identificata in Bianca Sforza, e del profilo del giovane Massimiliano Sforza) resta un capolavoro certamente di ambito leonardesco.

Quello che colpisce è l'aura che c'è intorno all'opera". E' quell'effetto che Sgarbi paragona alla solarizzazione dei contorni alla Man Ray: un'inversione tonale che Leonardo riesce a ottenere con l'uso del colore e la resa dello sfumato.

L'accostamento tra il Leonardo ritrovato e la città di Urbino, protagonisti entrambi del Rinascimento, non è casuale. La città dei Montefeltro punterà ancora in futuro sulla riscoperta dei grandi artisti del Quattro e Cinquecento. "Leonardo a Urbino, come Raffaello o Piero Della Francesca, è Leonardo che torna ad Urbino, città ideale e universale", afferma Sgarbi.

Dopo la caduta degli Sforza Leonardo fu al seguito di Cesare Borgia, che lo aveva ingaggiato in qualità di consigliere e ingegnere per sistemare rocche, castelli e mura delle città conquistate nelle Marche e in Romagna. Nel 1502 il genio fiorentino trascorse alcune settimane a Urbino dove ebbe modo di eseguire un rilievo molto accurato della cinta muraria e delle architetture di Palazzo ducale.

Secondo alcune recenti, suggestive interpretazioni è lo stesso paesaggio del Montefeltro, studiato durante quel soggiorno, a far da sfondo al ritratto della Gioconda, che sarebbe stata in realtà Pacifica Bandani, amante di Giuliano de' Medici e originaria di Urbino. Uno dei tanti misteri ancora irrisolti del maestro del Rinascimento.



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